Lesson number one.
Raggiungiamo il tipo che tiene sporadici corsi culinari per principianti ( anche se io non lo sono per niente, una principiante).
Il locale è molto carino: appena entrate c’è una piccola isola in legno chiaro sotto la quale una bellissima vetrinetta, orizzontalmente oblunga, contiene delle piccole torte ( cioccolato, carota, noci etc ), dal soffitto scendono fili di spago con attaccati cartoncini raffiguranti vari dolciumi disegnati (belli) . Sulla parete destra si stende un lungo bancone apparecchiato con tovagliette americane di paglia circondate da zucche di ogni forma e dimensione, le mensole sovrastanti contengono marmellate e conserve ‘gnamme ‘gnamme.
Ci sono degli sgabelli alti e panciuti davanti ad una finestra grande appannata, perché fuori diluvia.
La luce è calda, fa molto chocolat.
La cucina è carina e funzionale.
La lezione inizia.
Il menù prevede: Lasagnette alle verdure con provola e zafferano, crespelle integrali porri e zucchine, fagottini funghi e frutti di bosco.
Atmosfera carina, rilassante, sei persone (io, L, due pissere e due ragazze).
E’ bello imparare a cucinare, si mescola, s’impasta e si chiacchiera. Le due pissere ascoltano ma fanno fatica a rispondere (qui viene fuori il carattere polentone di alcuni trentini del cazzo) ma a parte queste due zitelle, serata piacevolissima.
Concludiamo mangiando tutto ciò che abbiamo fatto.
B U O N I S S I M O.
Ore 22:30 circa. Le luci del locale si spengono, tutto si raffredda.
L mi da uno strappo a casa.
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